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Piano secondo - Sala XIII - Le Nature Morte

 

Alle Nature Morte è dedicata la sala XIII.
Quando nel XVII secolo si gerarchizzano i generi artistici, alla natura morta viene assegnato il rango più basso, così come alla pittura di storia quello più alto, e diventa quindi esercizio di apprendistato. Tale genere pittorico, che nasce autonomo alla fine del Cinquecento per poi svilupparsi nel corso del secolo successivo, ha ampia fortuna in Italia quanto nei paesi fiamminghi.


Andrea Belvedere
Natura morta con tulipani in bottiglia
fine del XVIII secolo

Andrea Belvedere, pittore e scenografo napoletano è autore del Vaso di tulipani. Su fondo scuro e con una disposizione quasi circolare, il fiore viene descritto in ogni sua fase dallo schiudere dei petali fino al momento della sfioritura. Il tulipano è qui metafora del tempo che passa, della vita che scorre inesorabile.

Natura morta con tulipani in bottiglia

 

 

Cristoforo Munari
Natura morta con frutta, porcellane e strumenti musicali
Natura morta con frutta, libri, piatti e spartiti musicali

1710-1720

Le due tele, correlate fra loro, sono state dipinte nel decennio compreso fra il 1710 ed il 1720. Appaiono come un'esaltazione dei sensi, evocati dalla tattilità delle stoffe, dal suono degli strumenti, dal sapore e dai profumi dei frutti raccolti. Gli spartiti che si vedono da una parte si legano agli strumenti musicali dall'altra. Gli oggetti rappresentati sono comunque segnati dallo scorrere del tempo e dalla fugacità e vulnerabilità della vita; molti di loro sono privati della loro funzione, come le porcellane capovolte, o ancora il mandolino milanese dalla corda spezzata.

Natura morta con frutta, porcellane e strumenti musicali

Natura morta con frutta, libri, piatti e spartiti musicali


 

Anonimo Romano
Tavola imbandita con fiori e frutta
terzo decennio del XVII secolo

Alla cultura romana ed alla personalità del Maestro di Hartford, nome convenzionale di un pittore anonimo attivo a Roma, si riconduce l'ampia tela databile al terzo/quarto decennio del XVII secolo. Il dipinto rappresenta una tavola imbandita con fiori e frutta; dietro ai melograni un vaso di iris bianchi e blu, un pettirosso posato su un tralcio di vite e sul fondo scuro una farfalla che vola. Un fascio di luce giunge dall'angolo in alto a sinistra a colpire obliquamente i singoli oggetti sulla tavola, come posti sul palcoscenico di teatro, mettendoli in evidenza e creando forti contrasti, come a voler fermare il fluire del tempo.

Tavola imbandita con fiori e frutta


 

Fede Galizia
Natura morta con alzata di pere
terzo decennio del XVII secolo circa

La tavola è ritenuta unanimemente autografa di Fede Galizia, pittrice trentina di cultura lombarda. Com'è tipico del linguaggio pittorico dell'artista, questa natura morta è caratterizzata dalla semplicità compositiva e dai raffinati toni bruni dominanti. In una maiolica bianca sono disposte alcune pere, ed alla base di questa sul bordo del tavolo, vi sono tre noci simbolo del sacrificio della Croce, ed una pera tagliata a metà, ormai decomposta che pare alludere alla fugacità della vita.

Natura morta con alzata di pere


 

Panfilo Nuvolone
Piatto di maiolica con frutta
primi anni del XVII secolo

Al pittore lombardo Panfilo Nuvolone si deve probabilmente la tela databile ai primi anni del XVII secolo circa. Su di un piano color rosso intenso è posato un piatto di maiolica decorata che contiene quattro meloni, in diverso stato di maturazione, di cui uno tagliato ed aperto. Ancora una volta il frutto è elevato a simbolo della brevità della vita e dello scorrere inesorabile del tempo.

Piatto di maiolica con frutta